Bitte, storia vergognosa
Ciao,
Magari qualcuno di voi ha sentito che il Bitte, un posto del Circolo Arci, è chiuso ormai da una settimana. Posto la loro mail dove chiariscono tutto. Ragazzi è ora di mettere in pratica la parola solidarietà. Sosteniamo il Bitte!
Per info:
La loro email è info@bittemilano.com
BITTE – posto sottosequestro.
Esattamente dopo 6 mesi dall’inaugurazione, il circolo ARCI BITTE di via Watt 37 a Milano, è stato messo sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Nella notte fra Venerdì 16 e Sabato 17 Maggio 2008, dopo una perizia di 3 ore eseguita dai vigili del fuoco, la polizia annonaria ha posto i sigilli piombati all’ingresso e inoltrato la notifica al Giudice per le Indagini Preliminari. Che, come da prassi, ha confermato il provvedimento. Attualmente i nostri legali, coadiuvati dall’Ufficio legale dell’ARCI, stanno presentando il ricorso, e intorno ai primi di Giugno ne sapremo gli esiti.
Rispetto alla situazione in cui ci troviamo, le carenze della struttura relative al sistema antincendio e alle vie di fuga, sono piccoli dettagli facilmente risolvibili.
Il vero nocciolo della questione riguarda l’equiparazione del BITTE a un qualsiasi esercizio pubblico,fatta – arbitrariamente – dalla polizia annonaria. La loro tesi sostiene che il circolo culturale è un puro pretesto per fare un locale notturno, senza disporre delle licenze necessarie e usufruendo delle facilitazioni fiscali riservate alle associazioni private.
Su questo punto di principio la polizia è intervenuta al BITTE già tre volte, lasciandoci tre pesanti multe e altrettante denunce. Alla quarta visita, hanno scelto il rimedio più estremo.
Vorremmo spiegare alla annonaria, al GIP e a tutta la città, che il nostro progetto è qualcosa di molto, molto più grande di una discoteca. Che in soli 6 mesi, oltre al fitto calendario di serate musicali, ha realizzato un ristorante (aperto solo ai soci) con menù vegetariano, vegano e tradizionale; un corso di italiano per donne straniere e un progetto di bicycle-sharing finanziati e promossi dalla Provincia di Milano; un ufficio dotato di sistema wi-fi disponibile gratuitamente a chiunque ne richieda l’uso e dove già lavorano in maniera volontaria una decina di professionisti; ha avviato collaborazioni con il carcere Beccaria di Milano, l’associazione Handicap e il progetto Puzzle for Peace. Altre attività già sperimentate comprendono teatro, cinema, dibattiti, mostre, mercato vintage e una presenza di rilievo durante l’ultima edizione di “Fa La Cosa Giusta”.
Il nostro progetto non cerca il profitto, ma reinveste tutto nella qualità e nella varietà dell’offerta. Coinvolgendo attivamente musicisti, artisti, designers, grafici, stampatori, djs, managers, truccatori, attori, registi, giornalisti, promoters, fonici, fotografi, ingegneri, architetti, muratori, baristi, camerieri e cuochi, abbiamo dato vita ad un’articolata rete di saperi e professionalità, che ha il BITTE come suo centro e un potenziale di espressione illimitato.
La nostra “politica” è lontana anni luce dai vecchi schemi ideologici, non ha coperture dai partiti né sponsor finanziari. È un’attività che parte dal basso, dalla cooperazione, ed è tuttuno con il territorio e la società civile. Questo è il nostro campo di battaglia culturale.
Per difendere un modello di socialità spontanea che unisce fasce di età diverse e diverse “tipologie umane”, che propone artisti giovani e arti sperimentali, che guarda in avanti, in giro per l’Europa, per l’Italia e per la nostra in città in cerca di stimoli interessanti e creativi, per condividerli con gli associati, a prezzi accessibili.
Tutto questo, a noi, una discoteca proprio non sembra e pensiamo che Milano abbia diritto a realtà come quella del BITTE.
Grazie della solidarietà.
FREE BITTE




